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| Integrazione L'azione fisiologica, i protocolli d'assunzione, le materie prime ed i prodotti in commercio. Discutiamone senza censure e veti commerciali
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Numerosi dati epidemiologici suggeriscono che l’apporto dietetico degli acidi grassi essenziali a catena lunga n-3 (omega-3), EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosahexaenoico), possono modificare il rischio d’insorgenza d’alcuni disturbi neurologici e psichiatrici. Evidenze cliniche confermano l’associazione tra ridotti livelli ematici d’omega-3 e diverse condizioni patologiche neurologiche e psichiatriche, tra cui: dislessia, disturbo dell’attenzione con iperattività, demenza senile, depressione, disturbo bipolare e schizofrenia. A tutt’oggi manca una chiara ed univoca interpretazione, circa il meccanismo d’azione degli omega-3 E’ noto, comunque, che il DHA è l’omega-3 maggiormente presente nel sistema nervoso, mentre l’EPA sembra svolgere un ruolo più importante come precursore antinfiammatorio. Gli acidi grassi omega-3 sono coinvolti in molti aspetti della fisiologia neuronale, inclusa l’attività dei canali ionici, la fluidità di membrana, la neurotrasmissione, la modulazione dell’attività enzimatica e dell’espressione genica. |
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