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Uncensored Magister
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Bill Starr - Molti consigli utili Comprendere il concetto del sovraccarico Uno dei principali motivi per lo sviluppo della forza è che si deve continuare a sovraccaricare i muscoli per continuare ad ottenere risultati; però molte persone fraintendono il concetto del sovraccarico. Credono si riferisca soltanto a mettere più peso sul bilanciere per le ultime serie più pesanti o di eseguire qualche metodo avanzato di sovraccarico tipo le ripetizioni negative o pesanti trattenute dentro il power rack. Sono certamente metodi per sovraccaricare la muscolatura, ma ce ne sono diversi altri che possono essere eseguiti da principianti e intermedi. Il fatto è che gli atleti dediti a sport di forza, di qualsiasi livello, possono adottare questo principio. In pratica, sovraccaricare vuol dire eseguire più lavoro di prima, costringendo il corpo a raggiungere un nuovo e più elevato livello. I principianti e gli intermedi non hanno ancora edificato una base abbastanza forte da poter ricavare benefici eseguendo pesanti ripetizioni negative o trattenute. Tali metodi avanzati non li aiuteranno nella benché minima misura. Anzi è probabile che siano dannosi. È molto simile a quando accade che un corridore principiante va a provare una maratona. Senza un adeguato allenamento di base, magari neanche la termina. E se anche riesce ad arrivare verso la fine, ha danneggiato il proprio organismo. Quando la gente inizia la ricerca di una maggiore forza, deve attenersi agli esercizi fondamentali. Deve anche effettuare un programma relativamente abbreviato, in contrasto a quanto seguiranno una volta diventati più esperti. Hanno bisogno degli esercizi fondamentali, diretti ai principali gruppi muscolari, eseguiti con le provate e sicuramente valide cinque serie da cinque. La formula di sicura efficacia per le serie e ripetizioni al fine di aumentare la forza è 4-6 serie di 4-6 ripetizioni, quindi è possibile variare un po’. Cinque serie da cinque funziona bene per la maggioranza, ad ogni modo, semplicemente perché è più facile da contare e da ricordare. Lo squat completo è la pietra di volta di ogni programma per la forza, quindi lo utilizzerò per illustrare come possa essere impiegato il concetto del sovraccarico da principianti e da atleti di media anzianità di allenamento. Diciamo che dopo aver passato del tempo ad apprendere la tecnica corretta, un atleta può eseguire lo squat con 84 kg per 5 ripetizioni. Le sue cinque serie sono così: 52 kg, 60 kg, 70 kg, 80 kg e 84 kg. Per le prime due settimane egli esegue quella sequenza ad ogni sessione, tre volte la settimana. Ciò gli permette di consolidare la propria forza e di raffinare la forma di esecuzione. Adesso egli deve inserire il sistema, pesante, leggero e medio nella sua tabella settimanale perché non potrà continuare con i medesimi carichi per tutte e tre le sessioni. Quando fa il cambiamento, adotta la sequenza 84 kg per 5 ripetizioni per iniziare il giorno pesante, ma alla sessione successiva, che è un giorno leggero, mette solo 70 kg per l’ultima serie. I suoi incrementi di carico nel giorno leggero sono i seguenti: 52, 56, 60, 66, 70. Poi, nel giorno ad intensità media, mette 80 kg per l’ultima serie con la seguente successione: 52, 62, 70, 75 e 80 kg.Un osservatore attento noterà un paio di cose: il nostro atleta in realtà sta calando il carico di lavoro e le variazioni tra le tre sessioni sono minime. È necessario abbassare il sovraccarico a questo stadio perché si sarebbe sovrallenato se non avesse iniziato ad utilizzare il principio, pesante, leggero e medio. La minima variazione dei numeri più alti è utile anche perché evita che il sovraccarico cali troppo. Ricordate che l’atleta è anche in procinto di intensificare la quantità di lavoro che fa per gli altri gruppi muscolari maggiori. “Affrettati lentamente” è una frase utile da ricordare per ogni principiante. Durante la seconda settimana di impiego del sistema pesante, leggero e medio carichi aumentano nel giorno pesante. Quanto dipende dal soggetto. La maggioranza può utilizzare un incremento di 4-5 kg senza problemi, ma alcuni possono alzare il carico solo di un paio di kg. Due fattori determinanti sono il peso corporeo e quanto bene l’atleta ha appreso l’esecuzione del movimento. Quando i valori più alti salgono il giorno successivo, salgono anche negli altri due giorni. Ad alcune persone piace usare le percentuali per calcolare i carichi dei giorni leggeri e medi, ma esiste un modo più semplice. È particolarmente utile per gli istruttori che allenano un grosso numero di atleti. Il carico usato per la terza serie del giorno pesante diventa la serie con il carico massimo per il giorno leggero. Il carico usato per la quarta serie del giorno pesante diventa il peso per l’ultima serie del giorno medio. Alla fine la serie con il carico massimo del giorno pesante rimarrà ferma. È una legge di natura. Nessuno può progredire senza arrivare ad un punto di stallo. Altrimenti tutti coloro che hanno mai preso in mano un bilanciere sarebbero in grado di fare lo squat con 360 kg e la panca con 220 kg. Quando arriva ad una battuta d’arresto il giorno pesante, vanno in stallo anche gli altri due giorni. Il nostro atleta non è pronto per un lavoro più avanzato, quindi cosa può fare per alzare nuovamente i suoi carichi? In altre parole, come può applicare ancora il principio del sovraccarico?Per prima cosa guardiamo a che punto è arrivato, nel senso della forza. È migliorato fino al punto che può fare 5 ripetizioni con 124 kg nel giorno pesante. Arriva a quel carico con la seguente progressione: 60, 84, 102, 116 e 124 kg. Il giorno leggero sarà: 60, 75, 84, 94, 102 kg e il giorno medio sarà: 60, 84, 94, 102 e 116 kg. Un metodo semplice ma efficace per alzare il carico di lavoro è incrementare il peso nei giorni leggero e medio. Il leggero diventa 60, 80, 88, 98 e 102, e nel giorno medio sarà: 60, 84, 98, 106, 116. Sono piccoli incrementi non impegnativi ma che potenziano veramente il sovraccarico. Adesso il nostro atleta è pronto per le serie di back-off, ma le esegue solamente nei giorni pesante e medio. Dopo aver terminato l’ultima serie da cinque ripetizioni, abbassa il carico di 22 kg ed esegue 8-10 ripetizioni. Le serie di back-off non sono facili, dato che vengono fatte proprio dopo le serie pesanti, ma sono sempre alla portata dell’atleta. Quella serie extra può aggiungere più di unta tonnellata al carico di lavoro. Il nostro atleta che fa lo squat, che mette 124 kg per la serie più pesante, può farcela con 102 kg per 10 ripetizioni, che fa più di una tonnellata. Quando inizia ad aggiungere una serie di back-off nei giorni pesante e medio, vuole anche incrementare il carico di lavoro nel giorno leggero. Ci riesce eseguendo tre serie con il massimo carico. La sua sequenza sarà così 60, 84 e poi tre serie con 102 kg. Non c’è niente di difficile in questo ma i numeri cominciano a sommarsi. Le alzate che richiedono maggiore abilità come lo strappo di potenza non sono adatte per le serie di back-off con un alto numero di ripetizioni. La forma di esecuzione tende a divenire sciatta nei movimenti che richiedono una elevata abilità quando si fa un alto numero di ripetizioni e questo è controproducente. Allora come può un principiante alzare il carico di lavoro per lo strappo di potenza? Eseguendo un paio di serie di back-off da 5 ripetizioni. Anche le serie di back-off si sommano al carico di lavoro, che diventa nuovamente per lui un sovraccarico. A questo punto il nostro atleta è pronto per una maggiore varietà nella tabella. La risposta è iniziare ad aggiungere altri esercizi che lo aiuteranno nella ricerca di un sovraccarico maggiore, come le tirate alte o gli stacchi , le distensioni su panca inclinata per i pettorali e le distensioni per i deltoidi. Continua anche ad eseguire lo squat tre volte a settimana. La sua forza di base a questo punto dovrebbe essere salda, quindi egli ha bisogno di prestare maggiore attenzione e tendini e legamenti, da dove proviene la forza pura. Per farlo riduce le ripetizioni per la serie o le serie con il carico maggiore. Nello squat continua ad eseguire cinque serie da cinque ripetizioni seguite da una serie di back-off il giorno pesante, ma nel giorno medio inizia a eseguire la seguente sequenza: tre serie da cinque, poi due serie da rte più una serie di back-off. Le triple più pesanti portano sue le sue cinque ripetizioni e quando le cinque aumentano, spingono su le triple. Anche la sua tabella per la panca pianta assume un nuovo look. Fa la panca solo due volte la settimana, nel giorno pesante e in quello medio. Per il giorno leggero la sostituisce con un altro esercizio per il cingolo scapolare, per esempio le distensioni su panca inclinata o le distensioni sopra la testa. Il nostro atleta procede bene e ha portato le sue migliori cinque a 116 kg sulla panca, ma si è fermato a quel peso e deve cambiare per sbloccare la situazione. Il cambiamento avviene nel giorno pesante. Egli inizia a cambiare la sequenza delle serie e delle ripetizioni ogni settimana, usando due programmi. Il programma A è quello che ha seguito fino ad ora, cinque serie da cinque ripetizioni e una di back-off. Il programma B consiste in tre serie da cinque ripetizioni e due o tre triple più pesanti oltre ad una serie di back-off.Dovrebbe essere in grado di usare 120 kg per la tripla finale, ma quella è una cosa personale. Alcuni possono usare 122 kg, mentre altri ce la faranno solo con 118 kg la prima volta che tentano una tripla più pesante. Le triple sono utili per un paio di motivi. Coinvolgono maggiormente tendini e legamenti e inoltre richiedono che l’atleta perfezioni maggiormente la sua forma di esecuzione. Egli alterna le due sequenze a settimane alterne per un mese. Anche il giorno medio cambia: quattro serie da otto eseguite da due doppie pesanti. Una sequenza per il nostro atleta potrebbe essere come la seguente: 60, 80, 88, 98 per otto ripetizioni, poi 116 kg e 118 kg per due volte. Le otto ripetizioni limitano la quantità di peso che può essere utilizzata, ma alzano il carico di lavoro in modo considerevole. Le doppie fanno lavorare tendini e legamenti, ma non all’estremo perché i muscoli che lavorano sono stanchi per le otto ripetizioni. Adesso egli può inserire le singole in rotazione per il giorno pesante. Una settimana esegue le triple, la seconda settimana le cinque ripetizioni e la terza le singole. Questa è la sequenza consigliata. Il giorno delle singole il nostro atleta dovrebbe essere in grado di seguire questa tabella: 60, 84, 102 kg per cinque ripetizioni, poi singole con 118, 122, 128 kg seguite da una serie di back-off di 8-10 ripetizioni. Anche qui entrano in gioco le differenze soggettive. Alcune persone sono in grado di fare molto di più, mentre altre donne possono aggiungere solo 2-3 kg per una singola rispetto ad una tripla. Con il tempo tutti imparano ad usare molto più peso per le singole. Ci vuole un po’ di pratica per essere in grado mentalmente di tentare un massimale e perfezionare la forma di esecuzione. Le tre ripetizioni separate si aiutano l’una con l’altra. Dato che la tecnica deve essere buona per la singola massimale, la forma inizia a migliorare. Dopo che si è fatta una singola molto pesante, niente diventa più facile indipendentemente dalle ripetizioni. Le single fanno alzare le triple, le triple aiutano le serie da cinque ripetizioni e quelle da cinque stabilizzano la base, ciascuna con un effetto positivo sul giorno medio ad otto e due ripetizioni. Un numero minore di ripetizioni – due, tre e singole – aiutano il processo di aumentare la forza in una maniera completamente diversa. I punti deboli si rivelano meglio quando si fa un numero basso di ripetizioni. Questo, ovvio è di importanza critica per continuare a registrare progressi ed è il passo successivo per lo sviluppo della forza: identificare un’aria debole e iniziare a lavorarci su per renderla forte. Lo sviluppo della forza è un compito infinito. Appena avete migliorato un punto ne verrà fuori un altro. Il nostro atleta scopre che il suo punto debole è la panca: la chiusura. Sapendo che ciò è un simbolo di debolezza relativa nei tricipiti, inizia ad aggiungere esercizi ausiliari che lavorano proprio il tricipite: piegamenti alle parallele con sovraccarico, spinte in basso e distensioni su panca con presa stretta. Ne esegue solamente uno per sessione, però, in quanto di più sarebbe troppo per lo stadio in cui si trova. Dopotutto, fa anche un maggior lavoro totale per la schiena e le gambe ed è estremamente facile esagerare con l’allenamento della parte superiore del corpo.Le ripetizioni per gli esercizi ausiliari dovrebbero essere numerose perché muscoli, tendini e legamenti, sono già stati allenati. Io adotto la regola delle 40 ripetizioni per gran parte degli esercizi ausiliari per tutti i gruppi muscolari e vedo che 2 serie da 20 funzionano bene. Anche se la quantità di carico che potete usare non è così alta, va bene perché si somma. Questo è il modo in cui i principianti e gli intermedi dovrebbero applicare il principio del sovraccarico. Alla fine, se si allenano con diligenza e costanza, dovranno ricorrere a tecniche di sovraccarico più avanzate. Tratterò uno dei metodi più semplici nel prossimo numero. Il tuo personal trainer gratis ![]() Valori nutrizionali alimenti |
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Trattare con i principianti L’idea di fare iniziare a qualcuno un programma per la forza sembra essere usa cosa che sconcerta alquanto un grandissimo numero di persone. Ho ricevuto numerose domande sugli articoli che ho scritto con tema l’allenamento dei più giovani.Pensavo di avere trattato l’argomento in maniera abbastanza estesa, ma molti genitori e istruttori hanno trovato dei punti da approfondire. Questa non è una cosa insolita per me. Solitamente io ritengo di aver trattato tutti i punti di un argomento per poi scoprire che ho trascurato alcune cose. Anche se la presente discussione è principalmente sull’allenamento dei ragazzi, i principi che vi stanno alla base si applicano a chiunque, indipendente dall’età si stia imbarcando in una tabella di forza. L’unica vera differenza tra adulti e giovani sotto questo aspetto è la quantità di carico impiegata negli esercizi. Io dico di solito perché ci sono casi in cui i teen-ager possono usare più peso in alcuni esercizi di un trentenne. Nondimeno è importante notare che il fisico, sia giovane che meno giovane, risponde all’allenamento di resistenza con i pesi alla stessa maniera.Senza dubbio, la massima preoccupazione che i genitori hanno per i loro figli che si allenano con i pesi è: a quale età possono iniziare con sicurezza? C’è l’idea diffusa che se i ragazzi sono troppo giovani quando iniziano, finiranno per avere qualche danno al fisico. C’è anche l’idea che l’allenamento con i pesi può ostacolare la crescita o causa re problemi alle articolazioni, soprattutto a quelle delle ginocchia. Fin da quando sono dedito all’allenamento con i pesi, ho sempre sentito i cosiddetti esperti affermare che eseguire esercizi con carichi pesanti, specialmente lo squat, può recare danni a lungo termine alle ossa lunghe, cosa che a sua volta limita la crescita.Tuttavia non ho mai trovato alcuna base per quella idea se non un’ipotesi e l’ipotesi non mi è mai sembrata sensata. Le ossa lunghe, soprattutto quelle delle gambe, continuano a crescere per molto tempo, spesso fino a dopo il periodo dell’adolescenza. Pertanto, se l’allenamento con i pesi ha un effetto negativo sulle ossa lunghe, allora tutti i ragazzi dovrebbero attendere di aver raggiunto i venti anni prima di avventurarsi in sale pesi. Questo, ovviamente, è sciocco perché quasi ogni scuola media inferiore o superiore che offre un programma di sport incoraggia i propria atleti a prendere parte all’allenamento per la forza. L’idea che il sollevamento pesi abbia un effetto negativo sulla crescita non regge. Con tutti i ragazzi che si allenano con i pesi che mi vedo intorno, non ne ho mai trovato uno che abbia quel genere di problema. E tutti fanno lo squat. Secondo me, un programma con i pesi correttamente strutturato fa proprio l’opposto: stimola la crescita. L’attività fisica fa bene ad un fisico giovane e come conseguenza positiva dell’allenamento i ragazzi riposano meglio ed iniziano a seguire una dieta più salutare. Tutti questi fattori concorrono ad innescare il processo di crescita, non ad ostacolarlo. Nel mio caso personale, l’allenamento con i pesi si p dimostrato lo stimolo necessario per la crescita. Sei mesi dopo aver impugnato il mio primo bilanciere, ero aumentato di 13,5 kg e cresciuto di 7,5 cm. Avevo 17 anni. Secondo gli esperti, l’allenamento con i pesi avrebbe dovuto intralciare la mia crescita. Gli istruttori e i genitori dovrebbero essere coinvolti quando i loro ragazzi partecipano a qualche disciplina atletica e queste comprendono l’allenamento con i pesi. Per massimizzare la sicurezza degli atleti, si deve strutturare il programma in maniera da rispettare le loro attuali condizioni fisiche – ed avere cura di controllare la quantità di peso usata negli esercizi. Altrettanto importante è assicurarsi che i ragazzi eseguano correttamente ogni singolo esercizio. Anche in questo caso, le regole di base si estendono a tutti anche ai meno giovani. Io ho una posizione diversa dalla saggezza tradizionale anche sul carico di lavoro che possono svolgere i ragazzi. In molte tabelle ideate per i ragazzi, il carico di lavoro è tanto basso che raramente ottengono qualche risultato. Vero, in quella maniera non si faranno mai male, ma poiché fanno tanto poco e non diventano più forti, tanto sarebbe uguale che non si allenassero neppure. Gli europei i hanno insegnato che i ragazzi possono arrivare a svolgere una grossa quantità di lavoro se si fa loro aumentare il carico di lavoro gradualmente e sistematicamente.Quanto una persona può fare in sala pesi no è tanto una questione di età ma di altre variabili, tra le quali la più importante è la genetica, insieme allo stato di salute e alle basi atletiche possedute. Un quattordicenne che partecipa da sempre a vari sport spesso può esordire a un ritmo più veloce rispetto a un venticinquenne privo di background atletico. Ogni principiante deve essere trattato tenendo conto della sua individualità e non confinato in una categoria basandosi semplicemente sulla sua età.Questo significa che il programma e la quantità di peso utilizzata in ogni esercizio sono collegate all’attuale livello di allenamento del praticante. Riscontro che la maggior parte degli istruttori sottovaluta le possibilità dei ragazzi in sala pesi. Per prima cosa, i ragazzi sono dotati di un’energia inesauribile. Una vota in palestra allenavo il padre e seguivo anche il figlio di 11 anni. La sua tabella era troppo noiosa e gli esercizi facilissimi. Il padre faceva allenare il ragazzo per circa mezz’ora, niente di più. Quindi, mentre il padre terminava la propria tabella , il giovane correva per la sala pesi, si agganciava alla barra alta, ne pensava di tutte per dare sfogo alle proprie energie represse. Alla fine convinsi il padre ad aggiornare la sua tabella. Dopo averla aumentata, il ragazzo cominciò ad avere risultati piuttosto alla svelta. Quello è un aspetto fin troppo trascurato. Se i principianti – soprattutto coloro che sono in età giovane – non possono vedere alcun progresso, non manterranno a lungo la motivazione. Quindi, se il programma è troppo moderato, le probabilità che venga eseguito a lungo sono troppo esili. Mi sono accorto che quando si ha a che fare con i ragazzi, il problema non è che il loro fisico si stanca bensì che perdono l’interesse. Appena arrivano a 14-15 anni, altre cose diventano improvvisamente oggetto dei loro interessi – beh, ad essere precisi una specifica altra cosa – e i metodi su come ottenere quell’altra cosa spesso dominano i loro pensieri. Questo è il motivo per il quale è tanto importante che ottengano risultati. Senza risultati costanti i ragazzi non saranno tentati di frequentare la sala pesi perché avranno altri desideri più forti da soddisfare. Istruttori e genitori devono essere consapevoli che quando arrivano quei cambiamenti, bisogna farsi più elastici. Se un ragazzo decide che per un po’ non vuole allenarsi con i pesi, lasciatelo stare. Costringerlo ad andare in palestra non è la soluzione giusta. I fin dei conti è lui che deve motivarsi. Al limite, il suo interesse verso l’altro sesso lo spingerà a volere aumentare il peso corporeo e di massa. Quando accadrà, ritornerà ai pesi con slancio rinnovato, i risultati cominceranno a farsi vedere e la motivazione lo manterrà sulla giusta strada.Alcuni anni fa, durante l’estate, Anthony Rutheford voleva iniziare ad allenarsi con me. Aveva 13 anni, cicciottello e in linea generale fuori forma. Quella prima estate furono più le sessioni che saltò rispetto a quelle che si presentò, ma l’anno dopo diventò più assiduo ed iniziò ad ottenere risultati. Al terzo anno si era veramente appassionato al programma. Iniziai a fargli fare di più, aggiungendo tabelle avanzate che di solito assegnavo solamente agli atleti del mio ultimo anno alla Hopkins University. Lo fece perché stava ottenendo risultati consistenti e recuperava dall’aumento di carico di lavoro. Aveva il vantaggio di non dover lavorare, quindi aveva la possibilità di riposare molto e di seguire una dieta sana. Non prendeva creatina, andro o un qualche altro dei nuovi prodotti presenti sul mercato. Assumeva però della vitamina C e dei sali minerali in più perché ci allenavamo in un palestra caldissima. Proprio prima di compiere 16 anni, Anthony faceva lo squat con 226,5 kg, la panca con 183 kg e gli stacchi con 244 kg, tutti record per la sua fascia d’età nel Maryland. Inoltre effettuava anche qualche sollevamento olimpico e portava a livelli superiori tutti gli esercizi per la forza, quali il good morning e la panca inclinata. Nello stesso momento in cui Anthony aveva iniziato l’allenamento con i pesi, un altro ragazzo della medesima età era venuto da me con il desiderio di diventare più forte. Era molto più minuto di Anthony, ma cercava di stargli dietro con tutti gli esercizi. Purtroppo non dedicò alcun tempo ad imparare la corretta tecnica di esecuzione. Si stufò di sentirsi rimproverare di continuo ed inizio ad allenarsi per conto proprio. Come era da prevedere si fece male e io gli consiglia di dimenticarsi dell’allenamento per almeno un altro anno. Non era psicologicamente per la disciplina richiesta in sala pesi. Questo è il motivo per cui ogni istruttore e ciascun genitore deve tener presente il ragazzo piuttosto che la sua età. L’età è senz’altro un elemento importante nel processo di aumento della forza, ma non era quello preminente. Alcuni quattordicenni sono più maturi di qualche venticinquenne quando di tratta di seguire la disciplina. Il motivo per il quale potetti spingere Anthony ad allenarsi con carichi di lavoro sempre maggiori fu perché avevamo passato due estati ad apprendere la corretta forma di esecuzione e a gettare fondamenta solide. I veri risultati non arrivarono che dopo il terzo anno. A quel punto era fisicamente e mentalmente pronto per l’allenamento intenso collegato a risultati notevoli della forza. Quindi, ipotizzando che un ragazzo – o un qualsiasi altro principiante, sotto questo aspetto - abbia preso il tempo necessario per apprendere la corretta esecuzione degli esercizi e si alleni da un tempo sufficiente per avere gettato solide fondamenta, come può un istruttore dire se abbastanza è abbastanza oppure è troppo? Una delle maniere migliori per controllare i principianti è tenere nota del carico di lavoro settimanale. La maggioranza delle persone fallisce solo perché deve scrivere qualcosa, ma vale la pena farlo perché i numeri non mentono. Possono fornirvi le risposte a svariati problemi, come quando i principianti iniziano ad insabbiarsi in una arresto dei risultati.Sapere con precisione quanto è il carico di lavoro in una data settimana vi aiuta a programmare con maggiore perizia i loro progressi. Non è un discorso del genere “o tutto o nulla”. I progressi dovrebbero arrivare con continuità ma lentamente – una cosa che tutti i principianti non capiranno se non li si controlla registrando quanto fanno. Ottenere risultati in maniera velocissima all’inizio può sembrare un’ottima cosa, ma in realtà non lo è perché ci sarà sempre un gruppo muscolare, come minimo, che rimane indietro. Se non lo identificate quel gruppo carente e lo rinforzate di conseguenza, capiterà un infortunio garantito. Anche la capacità di recupero del principiante è un fattore basilare per determinare la quantità di lavoro che può svolgere. Questo è un altro motivo per il quale è necessario aumentare il carico di lavoro lentamente: occorre molto tempo affinché l’organismo sia sufficientemente pronto. Alla fine, però, la maggioranza può recuperare da una sessione intensa e tornare ad allenarsi ancora dopo un breve recupero. Confronto questo processo con gli addestramenti ai campi militari. Nelle primissime settimane tutti sono costantemente stanchi, indolenziti e farebbero di tutto per poter riposare di più. Non viene loro permesso però, e di fatto le esercitazioni si intensificano. Poi, quasi per miracolo, il corpo risponde all’aumento di impegno richiesto e inizia a rinforzarsi. Una lunga marcia forzata all’alba può essere fatta seguire da un’altra di sera. In tal caso il corpo reagisce perché non ha altra scelta se non cedere e nessuno vuole essere considerato un lavativo. L’allenamento per la forza non deve fare leva su quel genere di motivazioni, ma i bravi istruttori possono instillarle nei loro atleti. Se gli atleti possono dire che i loro istruttori non li ritengono in grado di fare un certo esercizio o di caricare un certo peso, è probabile che non riproveranno mai. È solo per buon senso che gli istruttori non dovrebbero portare i propri atleti ad uno stadio di superallenamento tale da farli finire con un infortunio. D’altronde se i principianti non vengono mai incoraggiati, non ci si aspetta mai che superino il loro record personale in un esercizio, allora non otterranno mai risultati e senza risultati la motivazione svanisce in quattro e quattr’otto. Quando parlo di principianti che ottengono risultati, non intendo riferirmi ai massimali per una ripetizione. Il modo migliore per stabilire le basi è attraverso un moderato numero di serie e ripetizioni, quattro o sei serie con quattro o sei ripetizioni. Finché non sono state gettate fondamenta solide, non lascerei un atleta eseguire meno di 5 ripetizioni. Anzi, preferirei di più rimanere a cinque serie di cinque ripetizioni per tutti gli esercizi fondamentali. Ciò rende molto più facile fare i calcoli e molto più semplice ricordarsene di settimana in settimana. Chi si allena con i pesi può ottenere molto eseguendo con costanza con cinque serie da cinque. O meglio lo otterranno se gli esercizi scelti lavorano tutti i principali gruppi muscoli invece che essere solamente specifici per una parte del corpo, esempio lampante: sola la parte superiore. Dovreste pensare una tabella per ogni principiante, indipendentemente dall’età, con l’idea di raggiungere un certo sviluppo equilibrato della forza fra i tre principali distretti corporei: cingolo scapolo-omerale, fianchi e gambe e schiena. Tutti questi distretti necessitano la medesima intensità di lavoro. Solo dopo che il vostro principiante ha gettato una base stabile per tutte e tre le aree, dovreste inserire esercizi specializzati per ogni altro gruppo muscolare.Il processo è semplicissimo. Prendete ogni individuo che entra nella sala pesi per la prima volta dal punto A, che è totalmente dipendente dal suo livello di allenamento, e portatelo ai punti B e C e, si augura, D. Il fatto che il principiante 13 anni è veramente molto meno importante della sua maturità e delle sue attuali condizioni fisiche. Fino ad ora ho scritto dell’idea sbagliata che l’allenamento con i pesi abbia un effetto negativo sulla crescita di un corpo giovane. Strettamente associata a quest’idea ce n’è, purtroppo, un’altra: che eseguire lo squat completo faccia male, soprattutto ai ragazzi. Per ragazzi intendo persone che sono nella prima adolescenza e anche più giovani. Ci sono moltissimi figli di pesisti che hanno iniziato ad allenarsi con il padre prima dei dieci anni. E in Europa – da dove, a proposito, ricaviamo la maggior parte dei dati in nostro possesso sui giovani pesisti – non è poco comune trovare bambini di otto anni che seguono programmi di allenamento con i pesi.Lo squat completo è sicuro per chiunque, indipendentemente dall’età – se eseguito correttamente. Questa non è certamente una rivelazione. L’affermazione si applica a qualsiasi esercizio, perfino a quelli che la maggioranza delle persone ritiene sicuri, come il curl e certi movimenti per l’allenamento dei tricipiti. Gli oppositori dello squat completo ribattono che arrivare fino in fondo sottoponga a stress le articolazioni delle ginocchia. Questo non è corretto. Lo squat completo, infatti, aiuta a rinforzare le articolazioni delle ginocchia. È quando si esegue lo squat parziale che le articolazioni delle ginocchia sono sottoposte ad una violenza fisica. Il quarto di squat e il mezzo squat fanno fare tutto lo sforzo per arrestare la discesa del bilanciere alle articolazioni delle ginocchia. Arrivare leggermente più in basso della posizione in cui le cosce sono parallele al pavimento trasferisce la pressione verso il basso verso le parti più potenti, come le anche, gli adduttori, gli abduttori e i bicipiti femorali. Un numero eccessivo di persone tenta di completare lo squat. In realtà è un movimento molto naturale. I bambini quando tentano i primi passi lo eseguono benissimo e nel corso della giornata arriveranno a ripeterlo altre centinaia di volte. Ovviamente è importante apprendere la tecnica corretta ai primi stadi dell’allenamento. Un’esecuzione poco precisa solitamente non arreca problemi alle ginocchia, come pensano molti, ma, al contrario, picchia sulla parte bassa e centrale della schiena.Ci sono due punti fondamentali da eseguire per fare lo squat correttamente. Imparate a rimanere estremamente contratti durante l’intero sollevamento e non rimbalzare mai tornando nella posizione iniziale. Per seconda cosa, ovviamente, rimbalzare di continuo risalendo dalla posizione più bassa dello squat, avrà prima o poi, un qualche tipo di conseguenza negativa sul corpo, ma questo vale anche per ogni esercizio con i pesi eseguito in maniera scorretta. Gli atleti che continuamente fanno rimbalzare il bilanciere sul petto durante le distensioni sulla panca piana possono stare certi che finiranno con un qualche tipo di infortunio, presto o tardi. Tutti i principianti hanno bisogno di dedicar alcuni mesi ad apprendere la tecnica per uno squat perfetto e a costruire salde fondamenta prima di tentare qualche tripla, doppia o singola pesante. Molti praticanti si fanno male perché vengono incoraggiati a provare squat pesanti molto prima di essere veramente pronti. Il modo migliore per gettare solide fondamenta è impiegare carichi moderati insieme ad uno schema con un numero contenuto di serie e ripetizioni. Cinque serie da cinque, incorporando il principio del pesante, leggero e medio dopo un paio di settimane, funziona benino. Alcuni esperti sulle tecniche di allenamento sono in favore di un numero maggiore di ripetizioni per i principianti in quasi tutti gli esercizi, ritenendo che le serie a 10, 12 e 15 ripetizioni limitano la quantità di peso che possono caricare sul bilanciere, riducendo in tal modo il rischio. Sebbene un numero più alto di ripetizioni limiti davvero il carico, il problema è che quando i principianti si stancano, la forma di esecuzione va velocemente a peggiorare. Una esecuzione sciatta è pericolosa perfino se si usano carichi leggeri. È meglio ridurre il numero delle ripetizioni portandolo ad una range moderato e quando il principiante ritiene di poter svolgere un lavoro maggiore per un certo esercizio, tutto quello che devono fare è aumentare le serie.Inoltre c’è il problema di quanto pesante dovrebbero allenarsi i principianti per gli esercizi fondamentali, come o squat, gli stacchi, il power clean, le distensioni su panca piana, su panca inclinata e sopra la test. Io ho trovato utile la seguente regola pratica: l’ultima ripetizione, perfino nel giorno più intenso, dovrebbero essere pesante ma non tanto pesante che l’atleta non può eseguirne un’altra. Inoltre, ogni volta che l’esecuzione diventa poco precisa, bisogna ridurre il carico a quello con il quale la tecnica dell’atleta ritorna ad essere perfetta. Le persone inoltre vogliono sapere quanto frequentemente si può permettere ai ragazzi di eseguire lo squat, anche se lo eseguono correttamente. Io ritengo che tutti i principianti possono beneficiare dell’eseguire lo squat tre volte la settimana se possono rimanere nelle direttive del sistema pesante, leggero e medio. Alcuni ritengono che sia troppo, ma io penso che fare di più sia meglio nei primi stadi in quanto garantisce che i ragazzi costruiscano una solida base proprio in quelle aree di importanza essenziale per progressi a lungo termine. Lo squat completo non solo allena tutti i gruppi delle gambe e delle anche, ma coinvolge anche tutti i muscoli della schiena – e in maniera proporzionata. Sempre di più le ricerche sottolineano quello che molti di noi pensavano già da tempo: gli adolescenti possono svolgere una grosse mole di attività fisica e recuperare più velocemente degli adulti. Questo vale soprattutto per le attività aerobiche, spiegando il successo di atleti giovanissimi nel tennis, nel nuoto e nella ginnastica. Ancora oggi, nelle comunità agricole di tutta la nazione, i preadolescenti e gli adolescenti dedicano molte ore al lavoro manuale, e non solo recuperano dalla fatica, ma prosperano addirittura. Ho visto svariai adolescenti che riuscivano a sopportare carichi sbalorditici in sala pesi. Erano capaci di recuperare velocemente e di fare altre cose subito di seguito. Gli adolescenti di oggi sono avvantaggiati da un’alimentazione e da condizioni sanitarie migliori rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. La sola cosa difficile è motivarli a continuare ad allenarsi con i pesi. Questo spesso è il compito più difficile che si trova davanti un istruttore, soprattutto se ha a che fare con bambini che sono cresciuti davanti alla televisione giocando con i videogiochi. Per polentoni come loro, camminare fino alla casetta della posta e tornare dentro casa è un’attività aerobica. Una volta che hanno idea di cosa significhi essere forti, però, si appassionano per sempre ed è piuttosto facile motivarli. Quando vivevo a Maui incontrai Doc Zogi, che ha fatto l’istruttore per i pesisti olimpionici dell’isola. Pensavo di distribuire dei programmi da fine del mondo, ma lui mi fece vergognare. Egli spingeva intensamente tutti i suoi atleti ed otteneva risultati strabilianti. Il suo miglior allievo a quel tempo era un quattordicenne di 51,5 kg di nome Vernon Pateo. Vernon era a livello nazionale ma aveva difficoltà a recuperare dai suoi clean. Aveva bisogno di maggiore forza nelle gambe, quindi Doc Zogi gli faceva fare lo squat tre volte al giorno, cinque giorni la settimana: una volta prima di andare a scuola, la mattina presto, di nuovo subito dopo la scuola e una terza volta la sera tardi. Funzionava? Quando arrivò nella categoria 60 kg, faceva 181 kg per 15 ripetizioni. Una delle principiali ragioni per cui il programma funzionò così bene per Vernon era che aveva un istruttore eccellente. Doc Zogi controllava attentamente il programma dell’adolescente e sapeva quanto era abbastanza e quanto era troppo. I principianti raramente faranno più di quanto si aspettano di fare i loro istruttori e l’approccio estremo di Doc indicava in modo piuttosto chiaro che gli istruttori non spingono sufficientemente i loro atleti ad allenarsi intensamente. Vernon venne introdotto all’allenamento con i pesi attraverso i sollevamenti olimpici: lo slancio e lo strappo. Poiché entrambi quegli esercizi richiedono un alto grado di abilità motoria, ci sono molte persone che pensano che sia sciocco iniziare da giovani – o, comunque, dal livello di principiante. Nondimeno, i programmi costruiti sui due sollevamenti olimpici sono eccellenti per tutti i principianti perché sono costruiti sulla sicurezza e stabiliscono le fondamenta per una forza equilibrata. Visto che la forma si esecuzione è essenziale per i sollevamenti olimpici, anche con un carico leggero, i principianti devono passare moltissimo tempo ad apprendere la tecnica corretta. Inoltre, la quantità di carico che possono usare per i due esercizi è auto-limitante. Non c’è maniera di barare con uno slancio e uno strappo. I pesisti o portano il bilanciere disteso sopra la testa o rimane sul pavimento. I due sollevamenti veloci richiedono molte spalle, schiena e forza nelle gambe, quindi è una buona idea iniziare a fare gli esercizi che rafforzano quei gruppi muscolari fin da subito. Gli atleti devono allenare tutti i gruppi muscolari in misura proporzionata fin dall’inizio. Allenarsi per i sollevamenti olimpici richiede anche che gli atleti eseguano molti esercizi in maniera dinamica, una tecnica molto favorevole ad aumenti di forza nel lungo termine. Il problema è che non ci sono moltissime persone in giro che possono insegnare i due sollevamenti correttamente. Di conseguenza, quasi tutti i ragazzi che seguono quel genere di tabelle sono figli di pesisti.Al posto dei sollevamenti olimpici io sostituisco alcuni esercizi fondamentali che sono più facili da insegnare e lavorano tutti i principali gruppi muscolari piuttosto bene: lo squat completo, il power clean e le distensioni su panca inclinata o piana. Io preferisco le distensioni su panca inclinata alla panca piana per i principianti perché è un esercizio maggiormente funzionale per un impegno atletico e chiunque nella sala pesi cerca di rinforzarsi per un qualche sport.Il problema più grosso con i principianti e l’allenamento con i pesi non è quello che vi aspettereste. Non è il rischio di infortunare la schiena provando a sollevare un carico eccessivo dal pavimento o di danneggiare le ginocchia mentre fanno lo squat completo ma di superallenare la parte superiore del corpo, spesso a completa esclusione di ogni altro gruppo muscolare. L’imputato qui è la distensione su panca piana. Spesso è l’unico metro di valutazione della forza nelle palestre e nelle sale pesi delle scuole. In alcuni di quei programmi male strutturati, viene insegnato agli atleti agli atleti a non eseguire alcuno squat completo oppure provare a sollevare un carico dal pavimento, ma sono incoraggiati ad eseguire più di una mezza dozzina di esercizi per i cingolo scapolo-omerale.Per peggiorare ancora più la situazione, più spesso che no, la forma di esecuzione viene messa in secondo piano perché tutto quello che importa è arrivare a terminare l’esercizio. I giovani vengono incoraggiati a fare rimbalzare il bilanciere sui pettorali, ad inarcare eccessivamente la schiena, a contorcersi, a ruotarsi – tutto è permesso, basta che distendano il bilanciere.La combinazione di superallenamento dei muscoli e dei tendini relativamente fragili delle spalle e l’impiego di una tecnica sciatta ha fatto accadere infortuni come se fosse un’epidemia – alcuni di poco conto, altri gravi. La maggioranza delle volte si traducono in problemi cronici che alla fine si inaspriranno in disturbi di maggiore rilevanza. I delicati muscoli che costituiscono la cuffia dei rotatori e la piccola articolazione sferoidale della spalla, l’articolazione gleno-omerale, sono sovraccaricate da un martellamento piuttosto brutto.Ad aggiungersi al problema è di fatto che i muscoli del cingolo scapolo-omerale sono gli ultimi a maturare. Così procede la natura, poiché i più importanti per la sopravvivenza sono i muscoli della schiena e delle gambe. Tutti i principianti constatano di potere ottenere risultati più velocemente negli esercizi della schiena e delle gambe. Tutti i principianti constatano di potere ottenere risultati più velocemente negli esercizi delle gambe e della schiena rispetto a quelli per la parte superiore del corpo. Questo è davvero frustrante per i ragazzi perché quello che desiderano maggiormente sono braccia grosse e pettorali massicci, ma il loro torace non è strutturato ancora per portare un sovrappeso consistente, soprattutto negli anni della crescita. Quindi nella loro ricerca i principianti spesso iniziano a fare sempre più esercizi per la parte superiore del corpo. Il risultato complessivo è, solitamente, quello di non ottenere risultati ma un infortunio. Mentre il colpevole numero uno è la panca piana, ci sono altri esercizi che contribuiscono significativamente, come la panca declinata, le aperture e ogni esercizio eseguito male che coinvolga i gomiti.Nessuno di quegli esercizi si addice alla tabella di un principiante. La cosa peggiore in assoluto che un principiante può fare è mettere un torace ampio. Perché? Perché è quasi impossibile mantenerlo – a meno che non si alleni religiosamente, e intendo dire senza fare interruzioni per il resto della vita. Un mese di stacco dall’allenamento e il petto comincerà subito a incurvarsi. Inoltre, occorrerà molto tempo per riprendere il tono quando cominceranno di nuovo gli allenamenti. Quindi sono ritornato al punto basilare sui principianti: organizzate il vostro programma pensando all’equilibrio. Questo significa equilibrio nei termini di scelta degli esercizi per i tre principiali gruppi muscolari – cingolo scapolo-omerale, schiena, fianchi e gambe – e inoltre equilibrio in termini di lavoro svolto per ciascun gruppo muscolare. Se esordite usando una tabella equilibrata, edificata sul concetto di migliorare tutti i principali gruppi muscolari sistematicamente avete già fatto un enorme passo in avanti. Da quella solida base di partenza potete procedere ad un lavoro sempre più specializzato, cercando di portare alla pari le parti più deboli. Per tutti i principianti il primo passo è avere un programma ragionevole; il secondo è allenarsi con costanza perché anche il miglior programma del mondo sarà efficace solo se vi applicate in palestra con regolarità. Formulate una tabella equilibrata, apprendete non tanto la buona ma la perfetta tecnica di esecuzione per ogni esercizio e promettetevi di non saltare un solo allenamento in tutto l’anno. Se fate queste tre cose, posso assicuravi non solo progressi in poco tempo, ma anche una vita intera forti e sani. Il tuo personal trainer gratis ![]() Valori nutrizionali alimenti |
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Benefici e variazioni delle distensioni sopra la testa
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Mantenere l’equilibrio Mantenere le proporzioni tra lo sviluppo dei vari gruppi muscolari è una sfida che non ha termine per chi si sforza di diventare più forte. La maggioranza esordisce in maniera corretta, eseguendo alcuni esercizi fondamentali e assicurandosi di edificare un solido fondamento. Enfatizzano una tabella imperniata sui principali gruppi muscolari, prestano molta attenzione alla dieta e sono coscienziosi nel rispettare i tempi di recupero. Vengono ricompensati dalla continuità dei risultati. Durante la fase intermedia dell’allenamento i risultati non arrivano facilmente e questo è il momento in cui gli atleti iniziano a perdere la battaglia per le proporzioni. Cominciano a deviare dal piano originario, sperando di superare le difficoltà con alcuni metodi personali. Alcuni mutano rotta scoraggiati da alcuni esercizi che non permettono miglioramenti, per lo meno quei miglioramenti che servono a loro. Alcuni degli esercizi del programma d’allenamento, al contrario, permettono buoni progressi, cosa che li induce a riversare maggiore tempo ed energie nel migliorarli ancora di più. Per sfortuna ciò porta a trascurare quegli esercizi che non stanno andando altrettanto bene. Dal momento che stanno per operare dei cambiamenti, tali atleti decidono di eliminare un paio di esercizi che non amano eseguire. Il good morning e lo stacco a gambe tese sono solitamente in cima alla lista. Credono che le ipertensioni inverse funzionino altrettanto bene, giusto? E poiché non si sono mai dedicati bene ad eseguire le scrollate, passano alle tirate al mento con manubri. Potete immaginarvi dove porti tutto ciò. Un’altra versione del medesimo tema è quando i principianti, soprattutto i giovani, sono influenzati da qualche articolo di una rivista o da altri frequentatori della loro palestra. Viene detto loro che non c’è bisogno di eseguire lo squat lentamente; che il good morning non serve ad altro che, magari, ad avere dolori alla schiena. Cosa fa di buono il power clean? Non avrete certo intenzione di prendere parte ad una gara di weightlifting, no? Perché non dedicare più tempo ai pettorali e alle braccia?E questo è proprio quanto fanno così tante persone: si concentrano su esercizi per braccia e pettorali. L’attrattiva di alzare grossi carichi sulla panca piana è un altro fattore che svia un atleta da una buona tabella. Il sollevamento in cui piace aumentare più i pesi, la distensione su panca piana, è quello che richiede più tempo. Questo fatto annoia l’atleta perché gli amici non fanno altro che chiederci quanto fa di panca. Hanno letto che i muscoli del torace si sviluppano sempre più lentamente degli altri con il passare degli anni, ma fa poco che li soddisfi. Così l’atleta smette di eseguire gli esercizi fondamentali per la schiena e le gambe al fine di riversare tutto l’impegno nella panca piana e negli esercizi che aiutano a migliorare la panca piana. Per un po’ di tempo credono di aver preso una decisione intelligente. In effetti il carico per la panca piana inizia a salire. Non si preoccupano che la forza nei dorsali e nelle gambe è diminuita del tutto o che il loro fisico inizia a essere decisamente più grosso nella parte superiore. Si fermano e riesaminano i loro programmi solamente quando i dolori alle spalle e ai gomiti si fanno talmente tanto forti che non possono neanche prendere più in considerazione l’idea di andare in palestra. Chi trascura o evita di prendere in considerazione l’argomento proporzioni nell’allenamento per la forza finisce sempre per incappare in qualche problema. Per qualcuno il problema consiste semplicemente nel fatto che si ridacchierà del loro fisico ridicolo, ma per la maggioranza si concretizza in un infortunio. Non è certamente un’idea originale, ma è vero che una catena è forte quanto glielo permette il suo anello più debole. Non sto riferendo queste osservazioni a chi non si preoccupa di conseguire uno sviluppo fisico completo e proporzionato. Se c’è gente che vuole solamente braccia e pettorali sono fatti loro. Questa discussione è rivolta a chi desidera migliorare la forza generale per una migliore prestazione atletica. Ciò comprende i giocatori universitari di football e perfino i tennisti del fine settimana, perché ogni sport richiede uno sviluppo equilibrato della forza. Nessuno sport fa lavorare solamente uno o due gruppi muscolari. Deve essere irrobustito tutto il corpo. Una domanda che mi viene posta di frequente quando discuto questa idea è: “Se il carico che metto allo squat aumenta costantemente mentre rimango fermo alla panca piana e alle trazioni, dovrei forse ridurre l’allenamento delle gambe ed utilizzare quell’energia per gli altri esercizi?”. Cercare di capire come fare aumentare il carico ad un esercizio in cui di solito si ha molta forza è una cosa difficile per gli atleti che costruiscono da soli le proprie tabelle come anche per gli istruttori che sono responsabili dei programmi di allenamento di molti atleti. La risposta sta in un minimo coinvolgimento ma senza eccessive complicazioni. La prima cosa da capire è che è preferibile attenersi ai programmi di base per non meno di 6 settimane, indipendentemente da quanto possano essere veloci i progressi rispetto agli altri. Dopo tutto possono e devono essere conseguiti dei cambiamenti. Il miglior metodo per alterare un programma in modo da migliorare un punto più debole è variare l’ordine degli esercizi. Questo è molto più efficace dell’eliminare gli esercizi fondamentali o del ridurre eccessivamente il carico di lavoro. Faccio iniziare tutti con una tabella che dà ampio spazio allo squat completo – per un paio di buoni motivi. Il baricentro delle forze è situato in un punto intermedio fra i fianchi e non esiste alcun altro esercizio che possa rinforzare quella parte del corpo meglio dello squat fino in fondo. Lo squat completo è inoltre uno degli esercizi più impegnativi tra tutti, compreso gli stacchi. Se i principianti possono essere talmente disciplinati da eseguire lo squat come primo esercizio, allora manterranno sempre questo esercizio nei loro programmi di allenamento. Se si fa lo squat si rimane forti, perfino a quaranta e cinquanta anni. Lo squat è l’esercizio principale per tutti gli atleti impegnati in sport i forza e io voglio che i miei atleti ottengano fin dall’inizio risultati notevoli con lo squat. Passo molto più tempo ad insegnare la tecnica per questo esercizio che per il power clean o per la panca. Gli atleti hanno più energia per lo squat perché lo eseguono come primo esercizio della tabella e anche la forma di esecuzione è migliore rispetto a quando eseguono gli altri esercizi fondamentali. Come di conseguenza il carico che possono utilizzare per lo squat sale più velocemente rispetto a quello degli altri esercizi di base. Dopo sei settimane, proprio prima delle vacanze di primavera, facciamo un test. La vacanza torna utile al programma perché gli atleti sono sul punto di sovrallenarsi. È proprio quello che voglio. Quando riprendono dopo la vacanza, sposto l’enfasi sul power clean (slancio di potenza), insieme all’allenamento connesso per i dorsali, è essenziale per ogni atleta che partecipa a sport di contatto, per esempio il football e il lacrosse. Sollevare un carico pesante in modo esplosivo torna perfettamente utile per stoppare, placcare e marcare. Anche una schiena forte serve per pervenire gravi infortuni, quindi voglio che questo esercizio sia in equilibrio con lo squat. Lo ottengo spostando il power clean o l’hang clean (slancio in cui il bilanciere parte dalla posizione finale di uno stacco da terra con il bilanciere appoggiato sulle cose, la barra viene portata alle spalle con l’aiuto delle gambe. È uno slancio di potenza parziale) all’inizio della sessione. Inoltre riduco sempre le ripetizioni da cinque a tre e due. Ciò permette di utilizzare subito un carico maggiore. Li faccio procedere nelle tabelle con tirate ad un ritmo più veloce di quello adottato nelle prime sei settimane. Ho visto che l’allenamento dei dorsali dovrebbe essere eseguito più rapidamente rispetto a quello per le gambe o per la parte superiore del corpo, con brevi tempi di recupero tra le serie. Inizio ad affinare la tecnica sulle pedane per le tirate allo stesso modo in cui allenavo lo squat all’inizio. Quasi in ogni caso il problema con il power clean si presenta al termine. Questo è il motivo per cui aggiungo l’hang clean al programma. Ad ogni modo, prima di eseguire l’hang clean, faccio sempre eseguire qualche esercizio con l’arco completo del movimento. La maggioranza scegli il movimento dell’hang clean più prontamente dell’esercizio con l’arco completo e io non voglio che l’hang clean diventi l’esercizio principale. Il movimento completo lavora più muscoli: pertanto è migliore. Allora cosa accade con lo squat? Faccio fare meno e ridurre i carichi? In effetti prescrivo un allenamento minore per lo squat, ma non abbasso i carichi perché credo che indica uno standard mentale negativo. La procedura ne tiene conto. Visto che spendono molte energie negli esercizi di tirata sulla piattaforma, ne rimane meno per lo squat. (Ricordatevi che mi riferisco ai principianti. Gli atleti di livello avanzato degli sport di forza e che hanno un’ottima base di allenamento, spesso possono stabilire record personali per le tre alzate nella medesima sessione). Poiché l’esecuzione di tirate pesanti stanca la bassa schiena e lo squat con carichi pesanti si affida totalmente al lavoro dei lombari, a questo punto opero un altro cambiamento nella tabella. Faccio eseguire a tutti quelli che possono sistemare correttamente il bilanciere sulle spalle lo squat frontale due volte la settimana. Non è certamente più facile dello squat normale, ma poiché qui gli atleti utilizzano carichi minori, la quantità totale di lavoro che viene eseguita per le gambe è in una certa misura minore. Nondimeno la quantità di sforzo richiesto dall’esercizio è il medesimo – o maggiore – e vale un’importante considerazione. Alla lunga lo squat frontale serve a mettere maggiore peso per lo squat normale perché rafforza i muscoli delle gambe e dei fianchi in un modo alquanto diverso, cosa che è soprattutto dovuta al fatto che, nello squat frontale, l’atleta deve abbassarsi molto di più.Gli atleti continuano a mantenere il normale squat il venerdì, eseguendo una tripla di massimali seguita da una serie di scarico molto impegnativa. Non mi preoccupo se lo squat non mi migliora in questo periodo ma non voglio neanche che peggiori. Il mio obiettivo è mantenere lo squat al massimo carico che hanno raggiunto e fare migliorare l’esercizio più carente. Quando le tirate arrivano ad un livello alto, cerco di fermare a quel punto e di spostare l’enfasi per migliorare un gruppo più debole, in questo caso la parte superiore del torace. Questo è il metodo che quasi tutti i pesisti olimpionici impiegavano quando veniva ancora effettuata in gara la distensione sopra la testa. Sapevamo che l’equilibrio era il segreto per la vittoria. Una distensione con un carico enorme e uno strappo debole hanno raramente permesso di vincere un’importante gara. Le tre alzate dovevano essere in un certo equilibrio tra loro. Alcuni eccellevano naturalmente in una delle tre alzate, ma raramente si concentravano ad allenarsi eccessivamente con quell’esercizio. Passavano il tempo cercando di migliorare la tecnica e la forza nelle alzate in cui erano meno forti. Dopo aver dato la priorità alla schiena per sei settimane, abbiamo un’altra pausa per le finali e poi quasi tutti gli atleti se ne vanno a casa per l’estate. Dopo è ora di prestare maggiore attenzione al torace. Tale situazione si sistema da sé perché una volta che gli atleti sono più sotto il mio controllo fanno da soli una grosse mole di lavoro per la parte superiore del corpo. Ciò è ottimo, proprio così mantengono il massimo livello di forza nei dorsali e nelle gambe. Presto meno attenzione per la parte superiore del corpo durante la tabella per la forza perché quei muscoli sono meno importanti per gli atleti. Non mi riferisco all’ego qui, bensì alla prestazione atletica. In riferimento alla forza del torace, ciò a cui sono interessato, si ha nuovamente una situazione di equilibrio. Se i vari gruppi che costituiscono la parte superiore del corpo – braccia, spalle, petto e parte superiore della schiena – hanno uno sviluppo proporzionale della forza, allora il rischio di un infortunio è fortemente ridotto. Questo è anche il motivo per cui faccio fare agli atleti una varietà di esercizi per la parte superiore del corpo e non solo le distensioni sulla panca piana. La panca inclinata è un esercizio molto utile per gli atleti, secondo me molto di più della panca piana. Le distensioni sopra la testa, il push press e il push jerk (spinte con la slancio) hanno un grande valore ma vengono spesso trascurate. I piegamenti alle parallele sono estremamente utili perché i deltoidi risultano utili in tutte le attività fisiche. Molti degli uomini più forti e dei migliori bodybuilder della nazione eseguivano i piegamenti alle parallele con sovraccarico come principale esercizio per la parte superiore del corpo ed hanno raggiunto una forza strabiliante nei deltoidi oltre che fisici da far girare la testa.Dopo che gli atleti hanno passato del tempo a dare la priorità a ciascuno dei principali gruppi muscolari – e, spero, a migliorarli tutti mantenendoli in equilibrio – sono pronti per affrontare il problema in modo diverso. Dopo che l’atleta a superato il livello di intermedio o di avanzato, deve usare il concetto di equilibrio in riferimento a tutti i muscoli che formano i gruppi muscolari maggiori. Deve identificare le parti più deboli dei vari gruppi, fino a quelli più piccoli, e poi fare qualcosa per rinforzarle. Si tratta di un processo piuttosto complicato che tratterò in un futuro articolo. Il tuo personal trainer gratis ![]() Valori nutrizionali alimenti |
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Ripetizioni singole per la forza Esistono teorie contrastanti sull’impiego delle singole in un programma di forza. Alcuni esperti sostengono che non si dovrebbero eseguire affatto perché sussiste un rischio maggiore di infortunio quando si tenta di un massimale per una singola ripetizione. Se volete conoscere quale è la vostra migliore singola per un certo esercizio, potete semplicemente estrapolarla dalla tabella.Altri, per esempio Louie Simmons celebre nel powerlifting, propugano l’esecuzione regolare delle singole. Gli atleti di Simmons presso il Westside Barbell Club, nell’Ohio, eseguono le singole abitudinariamente – ma, di solito, con molto meno del loro massimale. Louie è una delle menti più creative nell’allenamento della forza. Nel settore, tutti dovrebbero tenere di conto dei suoi approcci originali – anche se alcuni dei suoi concetti non possono applicarsi a chiunque per l’attrezzatura, il livello di rendimento e i puri numeri. Secondo me, le singole non sono solamente utili per chiunque cerchi di diventare più forte; sono assolutamente necessarie. Ho svariate ragioni per credere nel valore di eseguire le singole per la maggioranza degli esercizi – ma non per tutti. È meglio fare un numero più alto di ripetizioni sempre per alcuni esercizi, soprattutto per quelli che riguardano la bassa schiena, compreso il good morning, gli stacchi a gambe tese, le iperestensioni e le ipertensioni inverse. È proprio troppo rischioso tentare un massimale con una singola in quegli esercizi. Il danno può essere enorme e tanto difficile da rimediare. Uno dei principiali motivi per il quale inserisco le singole è aiutare gli atleti a superare le barriere dei numeri. Nell’allenamento con i pesi ci sono certi numeri davvero difficili da superare, come una distensione su panca piana con 136 kg e lo squat con 181 kg per un principiante oppure la panca con 181 kg e lo squat con 226 kg per i più avanzati. Centotrentasei kg in qualsiasi esercizio è sempre un test di forza mentale più che di pura forma fisica. Ho visto atleti maneggiare 133 kg per una salda tripla in alcuni esercizi e poi fallire miseramente quando hanno aggiunto un paio di chilogrammi sul bilanciere. È la natura animale impuntarsi in quel modo. Alcuni numeri sembrano sempre mettere in crisi gli atleti, indipendentemente dal loro livello di forza. È consueto che nella panca piana salgono continuamente finché arrivano a 147 kg, poi non ci riescono più – non una, ma una mezza dozzina di volte. Pare quasi una iettatura. Bill March, certamente uno dei massimi atleti nella distensione sopra la testa nella storia del sollevamento pesi olimpionico, aveva sempre problemi con 156 kg. Se metteva tale peso sul bilanciere per riscaldarsi, non ce la faceva – e ciò avveniva duramente un periodo della sua carriera in cui poteva distendere 176,6 kg.Alla fine il segreto del sollevamento pesi è realmente saper padroneggiare i numeri. Sapere come usare le singole è molto utile nel superare alcune di quelle barriere. Occorre un livello molto più alto di tecniche per eseguire un massimale con le singole rispetto a quello con un numero maggiore di ripetizioni. Quando si eseguono cinque ripetizioni, tre o anche due, la forma può essere tremolante ma si può sempre riuscire a completare un sollevamento. Non succede con il massimale per una singola. La traiettoria deve essere esatta, la preparazione mentale precisa e lo sforzo controllato. Apprendere come padroneggiare tutte quelle forze è utilissimo a lungo andare perché è possibile trasferire la medesima disciplina ad ogni impegno fisico. Eseguire una singola ripetizione per un qualsiasi esercizio rivelerà i punti più deboli nel sollevamento molto più prontamente che fare un più alto numero di ripetizioni. Ad esempio, le persone con una posizione intermedia debole nello squat, possono spesso camuffarla. Hanno fianchi tanto potenti, possono spingere potentemente il bilanciere verso l’alto tanto che non devono chiamare in gioco i gruppi muscolari che dovrebbero invece partecipare invece nella fase intermedia. Di conseguenza non hanno alcun problema con serie di cinque e tre ripetizioni pesanti, ma quando tentano il massimale con una singola, l’area debole si manifesta moltissimo. Questo è estremamente utile se siete seriamente intenzionati a diventare più forti perché il processo richiede il trovare e in seguito migliorare le aree più debole del corpo. È un’evoluzione continua in cui si apprende e apprende di nuovo, poi ci si adatta al fine di avanzare. Sappiamo che le singole sviluppano un tipo di forza da quella che si ottiene eseguendo un numero più elevato di ripetizioni. Una singola chiama in gioco tendini e legamenti in un grado assai maggiore di ogni altro numero di ripetizioni. In parole povere, più basso è il numero di ripetizioni, più sono chiamati a lavorare tendini e legamenti. Cinque ripetizioni li fanno lavorare più di otto, tre più di cinque e così via. Il segreto per una vera forza funzionale sta non nei muscoli ma nei tendini e nei legamenti, quindi potete capire quanto sia importante attivarli.C’è poi il beneficio intangibile che deriva dal fare un massimale per una singola ripetizione e, magari, stabilire un record personale. Ciò porta alle stelle la sicurezza come nient’altro ed è estremamente motivante. Chi non è fiero di raccontare agli amici di avere stabilito un nuovo record personale?Tuttavia è sempre di una singola che le persone vogliono parlare, non di quante ripetizioni riescono a fare. A tutti piace vantarsi di fare la panca piana 136 kg. Vantarsi di potere eseguire tre ripetizioni con 131 kg non ha il medesimo impatto. Dovete fare le singole se state programmando di gareggiare nel powerlifting e nel sollevamento pesi olimpico. Gli incontri sono vinti dalle migliori singole, non dal numero più alto di ripetizioni eseguite con un certo sovraccarico. Lo stesso vale per molti programmi di allenamento della forza delle superiori o del college. Gli atleti sono valutati per il massimo carico che riescono ad utilizzare in una ripetizione. Per tale motivo dovete includere le singole nelle loro tabelle in un qualche punto della preparazione altrimenti gli atleti non saranno correttamente preparati. Le cose basilari per prime, in ogni caso. Prima di potere iniziare ad inserire le singole nella tabella, dovete dedicar molto tempo a stabilire una solida base e ad apprendere una forma di esecuzione corretta. Altrimenti le singole non avranno un grande effetto. Per la maggioranza degli esercizi non penso che ci sia molto da preoccuparsi in termini di farsi male se si tenta una singola ripetizione troppo presto, in quanto non si sarà capace di impiegare così tanto peso. L’eccezione sono gli stacchi. Non è proprio una buona idea tentare un massimale per un singola negli stacchi. Per la maggioranza dei sollevamenti o ci si fa o si fallisce,ma quando si tira un carico che è troppo pesante per le nostre capacità in quel dato momento, ci si può infortunare gravemente.Iniziate espandendo lentamente il carico di lavoro mentre al tempo stesso affinate la tecnica per esercizi in cui volete effettuare le singole. Sviluppare una tecnica corretta è il segreto nella ricerca di una singola pesante. Non mi interessa che riusciate a sollevare 133 kg per 5 ripetizioni in un dato sollevamento, se la forma che adottate è scorretta non riuscirete a fare una singola di una qualche importanza. D’altra parte se potete utilizzare 133 kg per cinque ripetizioni con una forma perfetta, allora la vostra singola sarà impressionante. Il lavoro di base serve ad un duplice scopo. Aiuta a preparare i muscoli, i tendini e i legamenti per il maggiore stress imposto dal massimale per una singola e vi dà l’opportunità di rendere eccellente la vostra esecuzione. Proprio all’inizio io mi mantengo sulle cinque serie da cinque perché ciò chiama in gioco tutti gli elementi in eguale misura e permette anche di prestare particolare attenzione alla tecnica. Di regola, uso cinque serie da cinque ripetizioni per le prime tre settimane e anche un po’ di più, a seconda della persona.Il passo successivo consiste nell’inserire alcune triple pesanti nel programma. Passare alle singole da cinque ripetizioni è di solito un salto troppo grosso, ma tre ripetizioni sono una via intermedia giusta. Come le singole, anche le triple richiedono una base solida e costringono a prestare molta attenzione alla forma di esecuzione. L’ultima ripetizione di una serie di tre ha l’effetto molto simile ad una massimale con una singola senza invece eseguirlo veramente. Inoltre, come ho detto prima, un numero minore di ripetizioni coinvolge tendini e legamenti più di un numero elevato, così iniziate ad aumentare il coinvolgimento di tendini e legamenti. In molti casi la prima volta che le persone provano una tripla pesante, scoprono con proprio sgomento che riescono solo ad usare 2-2,5 kg più di quanto riescono a sollevare per cinque ripetizioni. Questo è normale perché non hanno ancora rinforzato a sufficienza tendini e legamenti. Miglioreranno. Dovrei anche sottolineare che alcune persone sono in grado di passare da cinque ripetizioni pesanti e tre pesanti e, alla fine, una singola pesante molto più prontamente delle altre.Parte di questo è mentale e parte è dovuto agli errori della tecnica. I numeri significano cose diverse per persone diverse, un fattore che non ha niente a che vedere con la tecnica. Alcuni pesisti di livello nazionale presso lo York Barbell Club hanno potuto solo fare incrementi di 2,2 kg rispetto al loro carico migliore precedente, tuttavia ho avuto alcuni atleti al primo hanno che hanno migliorato il loro record personale anche di 18 kg in una sola settimana. Qui è dove viene in aiuto la preparazione mentale. Se prima di andare in palestra passate del tempo a rivedere tutti i passaggi dell’esecuzione e a fissare fermamente i numeri che volete fare, migliorare moltissimo le possibilità di riuscire nel sollevamento. Dopo che avete eseguito le triple per due o tre settimane, è l’ora di inserire nel programma le singole. Con i miei atleti io provo ad alternare le singole per i vari gruppi muscolari, tranne che per la settimana di prova, quando fanno i massimali per tutti i sollevamenti. In altre parole, una settimana faccio eseguire le singole sulla panca piana, la settimana seguente per lo squat e dopo ancora per il power clean – oppure viceversa. Non importa proprio l’ordine che seguite.Poiché il mio programma enfatizza le distensioni su panca inclinata e le distensioni sopra la testa sorge la domanda su come includere le singole anche in questi sollevamenti. Dovreste farle nella medesima settimana delle singole sulla panca piana o in altri momenti? Ho visto che è una questione puramente individuale. Alcuni atleti ritengono di essere molto più forti nella settimana durante la quale fanno il massimale sulla panca piana. Altri ritengono proprio l’opposto e preferiscono fare le single la settimana successiva. Quanto spesso dovreste effettuare le singole per un dato sollevamento? Una volta al mese è sufficiente. Le circostanze, per esempio festività e vacanze scolastiche, hanno un peso in questo caso. A meno che non siate pesisti di livello avanzato, meno è meglio che di più quando si tratta delle singole. Il motivo è che riducete il carico di lavoro moltissimo quando fate le singole al posto delle cinque o tre ripetizioni. Se, ad esempio, arrivate normalmente ad eseguire 5 ripetizioni di squat con 183,5 kg e passate a fare 197 kg in una singola, è una differenza di 13,5 kg sono nell’ultima serie – per non dire del carico più basso utilizzato nelle serie di riscaldamento per arrivare alla singola pesante rispetto alle serie occorse per fare 5 ripetizioni con 183,5 kg. Nei giorni in cui i miei atleti eseguono una singola pesante, faccio sempre includere una o più serie di defaticamento per aiutare a mantenere fino ad un certo grado il carico di lavoro. Una serie di 8-10 ripetizioni è solitamente sufficiente. Ancora una volta, l’eccezione è lo stacco. Dopo che avete fatto – o anche solo tentato – un massimale per una singola di stacco, è più che sufficiente. Sarebbe sciocco fare una serie di defaticamento. Ecco un paio di altri suggerimenti per quando state tentando una massimale per una singola. Non aspettate troppo tempo tra le serie, uno sbaglio commesso da ben troppe persone. Pensano che usando carichi pesanti, in termini relativi, abbiamo bisogno di maggiore riposo tra le serie. E invece è il contrario. Poiché eseguono meno ripetizioni nella progressione di riscaldamento, hanno bisogno di meno riposo. Il secondo errore molto comune è eseguire troppe serie o troppe ripetizioni mentre si arriva al massimale. Nel momento in cui sul bilanciere sarà caricato il peso per il massimale, vi ritroverete spossati. A meno che non siate di livello avanzato e vi stiate accingendo ad utilizzare un carico particolarmente pesante, farete bene a seguire la seguente progressione : effettuate tre serie da cinque ripetizioni, poi una singola con un carico piuttosto pesante; dopo questo procedere diretto al vostro record personale per la seconda singola. Al massimo dovreste provare alla terza singola. Qualcosa in più sarà di troppo. Il tuo personal trainer gratis ![]() Valori nutrizionali alimenti |
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